Non più esistenti

Chiesa di San Giorgio Martire

Chiesa di San Giorgio MartireCirca il X secolo si congettura che fosse edificata la Chiesa Arcipretale di S. Giorgio martire, matrice di altre cinque parrocchie, ubicata in mezzo della principale piazza di Airola, poiché della sua fondazione non se n'é potuto avere notizia affatto, per essere stato bruciato l'archivio di S. Agata, si sa che Antonello Visconte nel 1568 fondó in detta Chiesa un beneficio sotto il titolo di S. Antonio di Padova, e nella scrittura v'intervenne per accettarla l'arciprete D. Tommaso Berna.
Dopo la morte di costui la Chiesa perché cadente e diruta, restó profanata per 131 anni, cioé fino al 1699 in cui fu Vescovo D. Filippo Albini; ed in detta epoca ritornó a nuova luce sotto il governo dell'Arciprete Mango; e da tre navi venne ristretta figurando un rettangolo quadrilatero posto da Est ad Ovest.
In questo punto vi era la porta d'ingresso, costruita con stipiti, architrave e cimosa di pietra travertina lavorata a disegno con molta eleganza; in mezzo della quale cimosa vi era una nicchia di figura mistilinea con l'effige di S. Giorgio. Su detta porta, al di dentro, vi era la tribuna con l'organo.
La Chiesa viene ornata nei lati da un finto ordine corinzio, formando arcate ed intercolunni. Nell'arcate vi erano due altari per lato, di cui, il secondo a sinistra era privilegiato per la Cogrega di SS. Corpo di Cristo, dove si ergeva un bel quadro con l'effigie di Cristo di ottimo pennello, e nel lato opposto vi era l'altare del Crocifisso, a cui i fedeli avevano una smisurata devozione; e tutti e quattro gli altari erano fiancheggiati da sei medaglioni di forma ellittica, con l'effigie della sacra famiglia, e dentro le pareti vi erano due confessionali ben architettati.
L'altare maggiore si presentava dopo l'arco della cona e presbiterio, dietro del quale vi era la sagrestia, dalla quale si accedeva in un Oratorio addetto all'unione dei fratelli di detta Congrega.
Sotto il soffitto era dipinto la gloria di S. Giorgio martire protettore della Cittá di Airola, eseguita nel 1713 dal pennello del Cacciapoti.
All'angolo di sud-est vi era il campanile di pietra tufo di forma parallelepipedo a tre ordini con il cupolino conico di covertura, dentro del quale c'era l'orologio, all'angolo opposto si vedeva un iscrizione impressa in una pietra travertina, che nulla si é potuto capire. Nel 1656, anno della peste, questa chiesa conteneva 2000 anime.

"CENNO STORICO E TOPOGRAFICO dell'antica e moderna AIROLA sita nella Valle Caudina" di  Giuseppe Montella
La Chiesa fu abbattuta in seguito al sisma del 1980

Chiesa di San Giovanni in Carico

Porta tale nome, perchè fu costruita in sostituzione ad una chiesa sul Tairano, presso la quale si caricava il legno da portare ad Airola. Abbandonata quella, la parrocchia ebbe sede in una nuova chiesa nel 1730, San Nicola di mira ai Portisi. Per il continuo aumento dei fedeli, anche questo tempio fu insufficiente, per cui nel 1734 fu costruita una chiesa più spaziosa col titolo di San Giovanni in carico (attualmente conosciuta come San Giovanni ai Portisi.

La Terra e i casali di Airola Beneventana, Raffaele Caporuscio


 

Chiesa di Santo Spirito

Su di essa si hanno pochissime notizie. Risaliva al 1375, era in stile gotico e fu edificata a cura di un certo Berardo Giovanni. Quando fu abbandonato il castello, i beni della sua chiesa passarono a quella di Santo Spirito. Nel 1851 aveva 4 sacerdoti di nomina regia, che godevano dei benefici di legge. Era una chiesa di patronato dei nobili e perse ogni importanza con il tramonto delle differenze di classe.

La Terra e i casali di Airola Beneventana, Raffaele Caporuscio


 

© Pro Loco di Airola